MammaPrint: sviluppato da una donna per le donne
“Ciò che più mi ha convinto a portare MammaPrint alla comunità medica è il reale beneficio che il test è in grado di dare alle donne colpite da cancro al seno. MammaPrint fornisce alle pazienti e ai loro medici informazioni più accurate sul rischio individuale di recidiva e consente di fare scelte terapeutiche più informate e personalizzate.”
La ricerca pionieristica di Laura van't Veer è largamente riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, tanto da essere stata insignita del prestigioso premio Lifetime Achievement Award for Translational Cancer Research dalla Società Europea di Oncologia Medica.
In un mondo in cui raramente la clinica e la ricerca di laboratorio si incontrano, Laura van't Veer incarna entrambi, essendo sia medico che scienziata. Ha un ampio background in biologia oncologica e oncologia molecolare, dopo il Phd all'Università di Leida, in Olanda, approfondisce la sua preparazione post-dottorato presso istituzioni prestigiose negli Stati Uniti quali la Harvard Medical School e il Massachusetts General Hospital. Entra al Netherlands Cancer Institute (NKI) olandese, dove dà inizio a un dialogo tra chirurghi, oncologi e radiologi per dare voce a una necessità: trattare il cancro al seno in stadio iniziale.
Laura van't Veer ha focalizzato la sua ricerca sullo sviluppo di un test sull'espressione genica del cancro al seno con il quale ha analizzato migliaia di geni del tumore e le loro relazioni. Con l'obiettivo di predire il rischio di patologie metastatiche ha svolto studi scientifici rigorosi insieme a un team di scienziati, identificando 70 geni “critici” coinvolti nella metastasi del carcinoma mammario, che costituiscono la firma genica di MammaPrint. Nel setting clinico, ciò si traduce nella riduzione di trattamenti chemioterapici non necessari per le donne con basso rischio di metastasi e allo stesso tempo nella migliore identificazione dell'alto rischio nelle pazienti che possono beneficiare della chemioterpia.
Laura van't Veer ha rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo di una delle scoperte chiave per la salute delle donne dei nostri tempi – da una donna per le donne in tutto il mondo. Oggi è a capo della Divisione diagnostica del Netherland Cancer Institute.
Non sei sola
Ogni anno circa 40.000 nuove donne in Italia ricevono una diagnosi di carcinoma della mammella. E’ il tumore femminile più frequente, e questo significa anche che la ricerca sta lavorando molto in questo campo. Negli ultimi 5 anni l’oncologia medica ha fatto dei progressi straordinari; e ogni anno ci sono novità importanti. Se il carcinoma mammario viene diagnosticato precocemente le possibilità di cura sono molto elevate. E’ importante sottoporsi ad indagini diagnostiche di routine. Ci sono due modalità di controllo; una attraverso i programmi si Screening Regionali che offrono una Mammografia gratuita per chiamata ogni 2 anni (tra i 50 e 69 anni; solo alcune ASL al momento iniziano la chiamata a 40 anni); l’altra è costituita dai percorsi diagnostici personalizzati affidandosi a centri di Senologia accreditati e comprendono tutte le età.
MammaPrint rende “unico” ogni tipo di trattamento
Ti è già stato diagnosticato un carcinoma della mammella. Ma quali sono i passi successivi? Sfortunatamente una su due pazienti con questa diagnosi riceve una chemioterapia che forse avrebbe potuto evitare. MammaPrint è un test che definisce le caratteristiche specifiche del tumore; in tal modo gli oncologi che ti hanno in cura potranno personalizzare il tuo trattamento.
Cosa è MammaPrint
MammaPrint è un test che determina l’ aggressività del tumore della mammella. Il tuo oncologo di riferimento potrà basarsi sul risultato di questo test per personalizzare il tuo trattamento oncologico post chirurgia.
Come si effettua MammaPrint
MammaPrint lo si esegue su tessuto tumorale , sia fresco ( immediatamente raccolto dopo una biopsia o l’asportazione chirurgica , in un liquido che stabilizzi l’RNA) , sia fissato in paraffina. Il materiale viene inviato nei laboratori centralizzati Agendia; i patologi eseguono in prima istanza l’esame immunoistochimico per avere la certezza che si tratti di materiale contenente il tumore; almeno il 30% del materiale di studio deve essere rappresentato da cellule neoplastiche. La tecnologia utilizzata per Mammaprint è microarray. Questa consiste in un vetrino che contiene migliaia di microscopici box. In ciascun box c’è un pezzo di DNA che corrisponde ad uno gene specifico. Solo l’RNA di un gene specifico si può legare al DNA specifico di un box sul vetrino. Questo tipo di test riesce ad analizzare contemporaneamente centinaia o anche migliaia di geni.
Quanto è aggressivo il tumore
Questa è la chiave del problema. Una volta che il tumore viene rimosso chirurgicamente, rimane il dubbio di cosa succederà nel futuro. In che modo il tuo oncologo potrà “ritagliare” per te una terapia personalizzata. Una terapia che potrà essere così efficace da non portare ad una recidiva futura del tumore.
Perché il tumore ritorna
Con MammaPrint gli oncologi hanno un mezzo per poter stabilire quante probabilità abbia il tumore di poter ritornare (recidiva locale ovvero a distanza cioè metastasi). MammaPrint può essere richiesto dalla donna prima che venga operata per un carcinoma, oppure in tempi successivi. Questo è molto importante; e il tuo medico dovrebbe poterti assicurare che una piccola parte del tumore verrà utilizzata per effettuare questo test.


